confronto termostati smart

Termostati smart a confronto: Aqara W500, Tado°, Netatmo e Nest per riscaldamento tradizionale e a pavimento

Per chi vuole davvero fare domotica in casa, il termostato è uno dei primi dispositivi da scegliere con cura. Un conto è alzare e abbassare la temperatura con la “rotella” vicino alla porta, un altro è avere un sistema che capisce quando sei fuori casa, sfrutta le fasce orarie più convenienti, integra sensori di finestra e magari prepara il bagno caldo solo quando ti svegli davvero, non “forse”. I termostati smart sono diventati il cuore del riscaldamento domestico: collegano caldaia, termosifoni, pavimento radiante e, sempre più spesso, anche la gestione dell’acqua calda e dell’energia.

Dietro la parola “termostato smart”, però, si nascondono prodotti molto diversi tra loro. Cambiano le tecnologie (WiFi, Zigbee, Thread, Matter), gli impianti supportati (radiatori, pavimento, pompe di calore, caldaie modulanti), le funzioni intelligenti (geofencing, apprendimento automatico, report energetici, scenari stanza per stanza). Scegliere “il primo che capita in offerta” rischia di portarti a un dispositivo che funziona, ma non sfrutta davvero il potenziale del tuo impianto o del tuo ecosistema domotico. In questa guida si entra nel dettaglio di quattro soluzioni molto diffuse e complementari: Aqara W500, Tado°, Netatmo e Google Nest.

L’idea non è incoronare un vincitore assoluto, ma capire cosa ti serve davvero: hai un impianto a pavimento o solo termosifoni? Usi già HomeKit, Google Home o Alexa? Ti interessa di più il controllo stanza per stanza o avere un solo termostato centrale molto “intelligente”? Rispondendo a queste domande, diventa molto più semplice abbinare il modello giusto al tuo caso d’uso e sfruttare al massimo anche eventuali integrazioni con sensori, finestre smart e fotovoltaico.


Aqara W500: il termostato “pro” per il pavimento (con Matter e Thread)

Il Aqara Floor Heating Thermostat W500 è chiaramente pensato per chi ha fatto (o sta facendo) un salto di qualità nell’impianto: riscaldamento a pavimento elettrico o idronico, magari in abbinata a una pompa di calore o a un sistema ben zonizzato. È un dispositivo da parete, con design moderno e display, che sostituisce i tradizionali cronotermostati per pavimenti.

Dal punto di vista tecnico, è uno dei prodotti più interessanti per chi guarda al futuro: supporta Zigbee 3.0 e Thread, con pieno supporto a Matter over Thread. In pratica, puoi integrarlo in due modi:

  • tramite un hub Aqara (M2, M3, ecc.) in Zigbee, se hai già un ecosistema pieno di sensori Aqara (porte, movimento, temperatura, presenza);

  • oppure direttamente come dispositivo Matter/Thread in Apple Home, Google Home, Alexa o SmartThings, se il tuo controller supporta Thread e Matter.

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Aqara Termostato per Riscaldamento a Pavimento W500 Thread/Zigbee, con Sensore a NTC, Metodi di Controllo Multipli, Risparmio Energetico, Matter, Supporta Apple Home, Alexa, Google, Home Assistant
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Sul lato impianto, il W500 gestisce sia pavimenti elettrici (con potenza controllata) sia impianti radianti ad acqua, grazie a un’uscita relè e a una sonda NTC per misurare la temperatura del pavimento e proteggerlo da eccessi. Puoi definire temperature diverse per stanza, limiti di sicurezza (ad esempio per parquet) e orari, con un controllo molto più fine rispetto ai classici cronotermostati a parete.

In uno scenario tipo, Aqara W500 diventa il cervello di una singola zona di pavimento:

  • di giorno mantiene 20–21 °C in soggiorno,

  • abbassa automaticamente la temperatura quando apri una finestra (grazie ai sensori Aqara sulle finestre),

  • tiene più caldo solo la zona bagno in certe fasce orarie.

Tutto questo può essere gestito sia dall’app Aqara sia dalle app degli ecosistemi Matter, con la possibilità di integrare il termostato in automazioni più ampie (es. “quando attivo la scena Notte, abbassa tutti i pavimenti a 19 °C”).

Per un articolo orientato ad affiliati, Aqara W500 è il candidato ideale come “termostato smart per riscaldamento a pavimento”: non è il prodotto per tutti, ma se il lettore ha investito in un pavimento radiante moderno, gli dà esattamente il controllo che si aspetta da un impianto di questo livello.


Tado°: controllo stanza per stanza, geofencing e risparmio bollette

Se Aqara W500 è specializzato sul pavimento, Tado° è il classico sistema “all-rounder” per caldaie e radiatori, in appartamenti e villette con termosifoni. Il cuore è il termostato smart Tado°, a cui puoi aggiungere le valvole termostatiche intelligenti per gestire ogni stanza in modo indipendente.

Il punto forte di Tado° è la combinazione tra hardware e software. Dal lato app, si trovano funzioni molto concrete:

  • Geofencing: Tado° usa la posizione degli smartphone per capire se sei in casa o fuori. Quando tutti escono, può abbassare automaticamente la temperatura; quando ti avvicini, inizia a riportare la casa al comfort desiderato.

  • Rilevamento finestra aperta: se una finestra viene aperta e la stanza si raffredda bruscamente, il sistema ti avvisa e propone di spegnere temporaneamente il riscaldamento per evitare sprechi.

  • Smart Schedule: puoi creare programmi per stanza, ma Tado° suggerisce anche ottimizzazioni in base a abitudini e clima esterno.

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Tado° si integra con Alexa, Google Assistant e Apple HomeKit, e i kit V3+ più recenti sono pensati per essere compatibili con la maggior parte delle caldaie a gas europee (on/off e, in molti casi, modulanti). Dal punto di vista della Casa Intelligente, il vero superpotere è la gestione stanza per stanza: con valvole Tado° su ogni radiatore, puoi avere il soggiorno a 21 °C, la camera a 19 °C e lo studio più caldo solo negli orari in cui lavori.

In uno scenario tipico:

  • alle 7:00 la camera da letto passa da 18 °C a 20 °C,

  • il bagno sale rapidamente a 22 °C solo per un’ora,

  • durante il giorno lo studio resta caldo se rileva presenza o in base ai tuoi orari di lavoro,

  • tutto il resto della casa rimane a una temperatura di mantenimento più bassa.

L’unico punto che spesso fa discutere è la parte di Auto-Assist: alcune automazioni completamente automatiche (come l’agire in autonomia sul geofencing) richiedono un piccolo abbonamento per sbloccare il massimo dell’automazione “senza conferma”. È un aspetto da segnalare chiaramente nell’articolo, anche se la versione base resta perfettamente utilizzabile.

Per un lettore con caldaia e radiatori, Tado° è facile da consigliare come “sistema completo per riscaldamento stanza per stanza con geolocalizzazione”, soprattutto se l’obiettivo è avere dati chiari sui consumi e un impatto concreto sulla bolletta.


Netatmo: design, compatibilità ampia e semplicità d’uso

Il Netatmo Smart Thermostat si rivolge a chi cerca un termostato elegante, semplice da usare, compatibile con molti impianti e ben integrato con gli ecosistemi smart, senza entrare troppo nel mondo degli abbonamenti. Il design minimalista, firmato da Philippe Starck, lo rende facile da inserire in ambienti curati, senza l’effetto “gadget tecnologico” a parete.

Dal punto di vista tecnico, Netatmo punta molto sulla compatibilità con le caldaie europee: supporta una vasta gamma di impianti on/off tramite contatto pulito e, nelle versioni modulating, anche caldaie OpenTherm, con controllo più fine della potenza. L’installazione può essere sia cablata sia wireless (tramite relè collegato alla caldaia), permettendo di adattarsi a ristrutturazioni leggere e case esistenti.

L’app Home + Control offre:

  • programmazione settimanale flessibile,

  • modalità “Away” e “Antigelo (Frost Guard)” per proteggere l’impianto quando sei via,

  • report sui consumi e sul comportamento della caldaia, con grafici chiari e riepiloghi mensili.

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Netatmo si integra direttamente con Apple HomeKit, Amazon Alexa e Google Assistant, e può essere collegato anche a sistemi più avanzati come Home Assistant tramite integrazioni dedicate. Se vuoi espandere il controllo stanza per stanza, esistono anche le valvole intelligenti Netatmo, che aggiungono la possibilità di modulare stanza per stanza pur mantenendo un approccio più “sobrio” rispetto all’ecosistema Tado°.

In termini di posizionamento, Netatmo è ideale per chi vuole un termostato centrale bello, semplice e senza troppi fronzoli, che però non rinuncia a compatibilità estesa e integrazione smart. Per esempio, in una casa con caldaia a gas e nessun pavimento radiante, è spesso una scelta naturale se il proprietario è attento al design e magari già nel mondo HomeKit.


Google Nest: il termostato per chi vive nell’ecosistema Google

Se la tua casa gira già intorno a Google Home (Nest Hub, Nest Audio, Chromecast, videocamere Nest), il passo quasi naturale è guardare al Google Nest Thermostat come cervello del riscaldamento. In Europa, in particolare, è molto diffuso il Nest Learning Thermostat (3ª generazione), spesso abbinato a un modulo Heat Link installato vicino alla caldaia.

A differenza di altri, Nest ha puntato fin dall’inizio su una logica di apprendimento automatico: il termostato “osserva” per alcuni giorni le tue regolazioni manuali (quando alzi/abbassi la temperatura) e costruisce un programma che cerca di anticipare le tue esigenze. Il risultato è un comportamento che, nel tempo, richiede sempre meno interventi manuali, soprattutto se abbinato a sensori di presenza e alle informazioni sul meteo.

Un altro aspetto importante per il mercato europeo è il supporto al controllo dell’acqua calda: le versioni Nest per Europa e UK possono gestire sia il riscaldamento sia la produzione di acqua calda sanitaria, con funzioni come Hot Water Schedule e Hot Water Boost, ora completamente gestibili dall’app Google Home. Gli ultimi aggiornamenti hanno infatti portato il controllo Nest dentro Google Home in modo molto più completo, con gestione modalità eco, stato del Heat Link e scorciatoie per temperature e scenari.

Per quanto riguarda l’installazione, Nest supporta caldaie on/off e, in molti casi, caldaie modulanti tramite standard europei (in base al modello e al mercato), ma spesso è raccomandata o richiesta l’installazione da parte di un professionista, specie per la parte di collegamento alla caldaia.

Nell’ecosistema Google, Nest si integra naturalmente con automazioni vocali (“Hey Google, abbassa la temperatura a 19 gradi”), routine di casa (scena Notte, scena Fuori casa) e dispositivi come sensori e smart display. Per un lettore che ha già investito in smart speaker Google, Chromecast, Android TV e simili, posizionare Nest come “la scelta più coerente e integrata” è assolutamente sensato.

Tabella di confronto: quattro approcci diversi al riscaldamento smart

Non esiste “il migliore”, ma il più adatto alla tua casa

Guardando questi quattro termostati, una cosa è evidente: non esiste un “campione assoluto”, esiste il prodotto giusto per il tuo impianto e per il tuo modo di vivere la casa. Il rischio più grande è ignorare il tipo di impianto (pavimento, radiatori, caldaia modulante, acqua calda) e l’ecosistema domotico che stai costruendo, limitandoti alla marca più famosa o alla promo del momento.

Se hai un riscaldamento a pavimento moderno, soprattutto in una casa nuova o ristrutturata, un dispositivo specializzato come Aqara W500 ti permette di sfruttare davvero la precisione e l’inerzia del pavimento, con in più il vantaggio di essere pronto per Matter e Thread. Se invece vivi in un appartamento con radiatori e vuoi massimizzare il risparmio stanza per stanza, un sistema a kit come Tado° (termostato + valvole smart) è probabilmente la scelta che ti farà toccare con mano la differenza in bolletta nel giro di una stagione.

Per chi ha una caldaia classica e cerca qualcosa di semplice, elegante e ben integrato con gli ecosistemi Apple/Google/Alexa, Netatmo resta una soluzione solida, con il plus del design Starck e di una grande compatibilità con molti impianti europei. Infine, se la tua casa è già “Google-centrica” e ti interessa gestire anche l’acqua calda dall’app Google Home, Nest è il tassello che completa in modo naturale l’ecosistema, mettendo il riscaldamento alla stessa altezza di luci, speaker e videocamere Nest.

Un buon approccio è procedere per passi:

  1. chiarire che impianto hai oggi e se pensi di cambiarlo nei prossimi anni;

  2. scegliere il termostato più coerente con quell’impianto e con l’ecosistema (HomeKit, Google, Alexa, Matter) che vuoi consolidare;

  3. eventualmente espandere nel tempo con valvole smart, sensori di finestra, automazioni con piattaforme come Home Assistant o hub multi-protocollo.

In questo modo il termostato smart smette di essere un semplice “upgrade tech” e diventa un elemento strutturale della tua smart home: riduce sprechi, aumenta comfort e dialoga con il resto della casa, invece di vivere isolato sulla parete vicino alla porta d’ingresso.