Il CES 2026 di Las Vegas, svoltosi dal 6 al 9 gennaio nella capitale mondiale del gioco e dell’intrattenimento, ha rappresentato un momento di svolta per l’industria della smart home con una lineup di prodotti e tecnologie che segna finalmente il passaggio da promesse futuristiche a soluzioni concrete disponibili nel 2026. Dopo anni di annunci visionari mai concretizzati, questa edizione ha mostrato dispositivi realmente funzionanti, prezzi accessibili e soprattutto un ecosistema maturo basato sullo standard Matter che sta finalmente realizzando la promessa di interoperabilità universale tra brand diversi. Gli analisti presenti alla fiera hanno notato un cambiamento di tono rispetto alle edizioni precedenti: meno concept futuristici irrealizzabili, più prodotti già pronti per la commercializzazione con date di lancio definite e prezzi annunciati. Il risultato è una fotografia della casa intelligente del 2026 che appare molto più concreta, accessibile e soprattutto utile nella vita quotidiana rispetto alle visioni spesso ipertecnologiche ma poco pratiche degli anni passati.
La rivoluzione Matter prende finalmente piede
Una delle tendenze più evidenti emerse dal CES 2026 è stata l’adozione massiva dello standard Matter da parte praticamente di tutti i produttori di dispositivi smart home, trasformando quello che fino a pochi mesi fa era considerato un protocollo promettente ma ancora acerbo in un vero e proprio standard de facto dell’industria. Matter, il protocollo open-source sviluppato dalla Connectivity Standards Alliance con il supporto di Apple, Google, Amazon, Samsung e oltre 200 aziende tech, promette di risolvere definitivamente il problema della frammentazione degli ecosistemi smart home permettendo a qualsiasi dispositivo certificato Matter di funzionare nativamente con HomeKit, Google Home, Alexa, SmartThings e Home Assistant senza bisogno di bridge proprietari, configurazioni complicate o app separate per ogni prodotto.
La dimostrazione più tangibile di questa maturazione è stata la presentazione di decine di prodotti Matter-certified pronti per il mercato, dalle serrature intelligenti alle tende motorizzate, dai sensori di sicurezza ai robot aspirapolvere, tutti annunciati con piena compatibilità Matter già integrata. Particolarmente significativo è stato l’annuncio di Aqara che ha presentato non solo nuovi dispositivi Matter ma anche un Thermostat Hub W200 che integra un controller Matter direttamente in un termostato da parete, trasformandolo in un vero e proprio hub centrale capace di coordinare dispositivi Aqara, Matter e Zigbee di qualsiasi brand. Questo tipo di integrazione rappresenta esattamente la visione Matter: dispositivi che parlano una lingua comune e possono essere orchestrati da qualsiasi punto di controllo senza vincoli proprietari.
Anche brand tradizionalmente più chiusi come GE Lighting hanno abbracciato completamente Matter con le nuove GE Smart Shades, tende motorizzate che rappresentano un case study perfetto di come Matter stia abbattendo le barriere all’adozione della smart home. Queste tende combinano motore silenziosissimo, batteria magnetica ricaricabile, tessuti blackout o filtranti per privacy ed efficienza energetica, ma soprattutto offrono integrazione Matter hub-free che elimina la necessità di acquistare gateway proprietari costosi, installazione completamente senza viti che rende il montaggio accessibile a chiunque, e un design pulito che finalmente porta le tende smart al livello estetico delle soluzioni tradizionali premium. Il risultato è un prodotto che rimuove praticamente ogni barriera tradizionale all’adozione di tende motorizzate: niente hub da nascondere, niente buchi nel muro, niente configurazioni complesse, e piena compatibilità con qualsiasi ecosistema smart home possediate già.
Anche Coulisse Motionblinds ha presentato un Matter Wi-Fi Bridge che permette di portare nell’ecosistema Matter anche motori entry-level Bluetooth e RF433MHz più economici, rendendoli controllabili da remoto via smartphone e integrabili con Apple Home, Google Home, Alexa, SmartThings, Home Assistant e Homey. Questo approccio “bridge” dimostra come Matter stia diventando il linguaggio comune anche per dispositivi più semplici che non hanno risorse hardware per implementare direttamente il protocollo completo.
Particolarmente interessante è stata l’annuncio di SwitchBot con il suo RM Max, un bridge universale che supporta dispositivi controllati via infrarossi (IR) o radiofrequenza (RF 315/433MHz) coprendo secondo il produttore circa il 98% di tutti i brand di elettrodomestici al mondo. Questo significa che anche vecchi condizionatori, amplificatori hi-fi, TV non smart e altri dispositivi “stupidi” potranno essere integrati nell’ecosistema Matter tramite questo bridge universale, ricevendo controllo vocale e capacità di automazione che prima erano impossibili. Il lancio è previsto per la primavera 2026, rendendo questa soluzione disponibile a breve per chi ha casa piena di dispositivi legacy che vorrebbe portare nel mondo smart senza sostituirli tutti.
Robot domestici: dalla visione futuristica alla realtà pratica
Se c’è un’area del CES 2026 che ha catturato l’immaginazione di visitatori e media, è stata sicuramente quella dei robot domestici, con presentazioni che spaziano dal rivoluzionario al pragmatico, dal sorprendente all’effettivamente utile. Dopo anni di prototipi affascinanti ma mai commercializzati, questa edizione ha mostrato robot che stanno finalmente facendo il salto dalla fiera ai negozi con date di lancio reali e prezzi definiti.
Il protagonista assoluto è stato senza dubbio il Roborock Saros Rover, primo robot aspirapolvere al mondo con architettura wheel-leg (letteralmente “ruote su gambe”) che gli permette di salire e pulire le scale una pedana alla volta, superare ostacoli significativi e attraversare soglie alte che bloccano i robot tradizionali. La tecnologia combina gambe estensibili indipendenti che sollevano e abbassano ciascuna ruota autonomamente, sensori 3D che mappano l’ambiente tridimensionale in tempo reale, e algoritmi AI avanzati che calcolano come posizionare ogni “arto” per mantenere il corpo del robot sempre livellato anche su superfici inclinate o irregolari. Durante le demo live allo stand Roborock, il Saros Rover ha impressionato affrontando scale curve, tappeti molto spessi, soglie da 4-5 centimetri e persino piccoli ostacoli mobili come pantofole lasciate sui gradini, tutto mantenendo velocità di pulizia competitiva e capacità di aspirazione/lavaggio al livello dei top di gamma attuali.
Questa innovazione risolve uno dei limiti storici più frustranti dei robot aspirapolvere: le case multi-piano richiedevano o l’acquisto di robot multipli (uno per piano) o il trasporto manuale del robot su e giù per le scale vanificando completamente l’automazione promessa. Con Saros Rover, per la prima volta un singolo robot può pulire autonomamente un’intera villa su più livelli senza intervento umano, salendo e scendendo scale secondo la routine programmata. Roborock ha chiamato questa capacità StarSight Autonomous System, sottolineando come la vera innovazione non sia solo hardware meccanico (le gambe) ma soprattutto software AI che deve orchestrare movimenti complessi evitando cadute, blocchi o ribaltamenti che sarebbero disastrosi su una scala.
Il rovescio della medaglia è che Roborock non ha annunciato né data di commercializzazione né prezzo, definendo Saros Rover ancora un “prototipo avanzato” che necessita ulteriore sviluppo prima del lancio di massa. Gli analisti stimano disponibilità non prima di fine 2026 o più probabilmente 2027, con fascia di prezzo attesa tra 1.500 e 2.500 euro considerando la complessità meccanica ed elettronica coinvolta. Tuttavia, la dimostrazione convincente al CES suggerisce che questa tecnologia non è più fantascienza ma ingegneria concreta a un passo dalla produzione.
Meno visionario ma molto più imminente è stato l’annuncio di Beatbot con il sistema AquaSense X, che rappresenta la prima soluzione completamente autonoma per la pulizia delle piscine. Il sistema combina un robot pulitore di piscina alimentato da Beatbot AI 2.0 con tecnologia HybridSense che riconosce 40 tipi diversi di detriti (il doppio della generazione precedente), con una stazione di auto-pulizia AstroRinse che risciacqua automaticamente il filtro del robot e svuota i detriti in soli 3 minuti, ricaricando poi il robot per il ciclo successivo. La stazione ha capacità di 22 litri che secondo Beatbot è sufficiente per gestire due mesi di pulizie settimanali prima di richiedere svuotamento manuale. Il robot pulisce ogni superficie della piscina: fondo, pareti, linea di galleggiamento e persino la superficie dell’acqua stessa rimuovendo foglie galleggianti, rappresentando una soluzione veramente completa. Il lancio è previsto per marzo 2026 tramite campagna crowdfunding Kickstarter già online, con prezzi early-bird attesi attorno ai 1.200-1.500 euro per il sistema completo.
Anche Segway ha portato al CES la nuova generazione Navimow X4 Series, robot tagliaerba progettato per prati grandi e terreni difficili fino a 1,5 acri (circa 6.000 metri quadrati). La serie X4 introduce navigazione multi-modale con mappatura centimetrica, sistema di trazione proprietario che affronta pendenze fino a 40 gradi (capacità eccezionale per robot tagliaerba consumer), ricarica rapida, certificazione IPX6 impermeabilità, supporto Apple “Find My” per localizzazione se rubato, e integrazione con Google Home, Amazon Alexa e Home Assistant per automazioni. Segway sta evolvendo il concetto di robot tagliaerba da dispositivo standalone a vero nodo dell’ecosistema smart home, capace di coordinarsi con sensori meteo per evitare taglio sotto pioggia, con irrigatori smart per non tagliare erba appena bagnata, e con sistemi di sicurezza per attivare modalità sentinella durante la notte trasformando il robot in sensore mobile anti-intrusione perimetrale.
Perfetto! Aggiungo paragrafi approfonditi su questi prodotti che abbiamo già trattato.
Robot umanoidi domestici: finalmente task concreti
Se i robot aspirapolvere rappresentano ormai tecnologia matura, il CES 2026 ha mostrato che anche i robot umanoidi domestici stanno finalmente uscendo dalla fase dei concept futuristici per entrare in quella dei prototipi funzionanti con applicazioni pratiche concrete. Diversi produttori hanno presentato piattaforme robotiche antropomorfe progettate non per sostituire completamente gli esseri umani in tutte le faccende domestiche (obiettivo ancora lontano decenni), ma per assistere in task specifici ripetitivi o fisicamente faticosi che liberano tempo per attività più gratificanti.
Hisense ha sorpreso presentando Harley, robot umanoide di servizio domestico dotato di 31 gradi di libertà (DoF, Degrees of Freedom) che gli permettono movimenti articolati simili a quelli umani con naturalezza superiore ai robot più rigidi. I 31 gradi di libertà sono distribuiti tra braccia (7 DoF per braccio permettono estensione, flessione, rotazione spalla/gomito/polso), mani articolate (3-4 DoF per mano per presa oggetti forme diverse), busto (2-3 DoF per piegarsi, ruotare), collo/testa (2-3 DoF per orientare sguardo), e base mobile (ruote o gambe con 3-4 DoF per movimento planare e stabilità). Questa complessità meccanica posiziona Harley in fascia medio-alta: superiore a robot task-oriented semplici come SwitchBot Onero H1 (22 DoF) ma sotto piattaforme industriali avanzate come Tesla Optimus che punta a 200+ DoF per destrezza quasi-umana.
Le applicazioni target di Harley sono accoglienza visitatori (riconoscimento facciale, saluto personalizzato, guida all’interno della casa), assistenza on-site per utenti anziani o con mobilità ridotta (portare oggetti leggeri, reminder vocali per farmaci, chiamate emergenza), e interazioni familiari come intrattenimento bambini con giochi educativi o lettura storie. Harley si integra nativamente nell’ecosistema Hisense ConnectLife coordinandosi con TV Hisense (può suggerire contenuti basati su preferenze familiari), frigoriferi smart (notifica prodotti in scadenza o liste spesa da completare), e condizionatori ConnectLife (regola temperatura ambiente basandosi su presenza persone rilevata dai suoi sensori). Questa integrazione verticale è strategia distintiva Hisense: invece di creare robot standalone, lo posizionano come hub mobile intelligente che orchestra tutti gli altri dispositivi smart home del brand.
Accanto a Harley, Hisense ha presentato anche R1 (A2), seconda generazione del robot entry-level più compatto e accessibile per task semplificati, e Beta, companion robot focalizzato su compagnia sociale e interazione emotiva particolarmente per utenti anziani che vivono soli. La strategia multi-prodotto suggerisce che Hisense stia costruendo una lineup completa di robot domestici per fasce di prezzo e use case differenti, anziché puntare tutto su un singolo modello flagship costoso. Nessuna data di commercializzazione è stata annunciata durante il CES, ma Hisense ha dichiarato l’intenzione di lanciare programmi pilota in mercati asiatici selezionati entro fine 2026, con espansione globale dipendente dai risultati dei test.
SwitchBot ha presentato Onero H1, robot umanoide domestico con approccio più pragmatico e task-oriented rispetto alle piattaforme generaliste. Con 22 gradi di libertà, Onero H1 sacrifica un po’ di versatilità articolare per ottimizzare costi e affidabilità, concentrandosi su task domestici specifici ad alto valore: prendere oggetti da scaffali alti (utile per persone basse o anziani), trasportare oggetti pesanti (borse spesa, casse acqua), assistenza in cucina (portare ingredienti dal frigo al piano cottura), e raccolta oggetti dal pavimento (giocattoli bambini, vestiti caduti). SwitchBot punta su integrazione profonda con la propria lineup di dispositivi smart home già popolari: Onero H1 può dialogare con Bot (pressore tasti), Curtain (motori tende), Lock (serrature), Hub (gateway IR) e sensori SwitchBot orchestrando azioni coordinate. Per esempio, quando Onero rileva che hai aperto il frigo e stai cucinando, può automaticamente accendere cappa aspirante tramite SwitchBot Hub IR e attivare luci cucina tramite SwitchBot Bulb.
Il vantaggio competitivo di SwitchBot è la base installata: milioni di utenti possiedono già dispositivi SwitchBot, quindi Onero H1 entra in ecosistemi già configurati aggiungendo strato di intelligenza mobile senza richiedere rip-and-replace di infrastruttura esistente. SwitchBot non ha annunciato prezzi ma analisti stimano fascia 3.000-5.000 dollari considerando complessità hardware e software AI, con possibile lancio beta mercati selezionati secondo semestre 2026.
LG ha mostrato CLOiD, robot AI domestico che rappresenta forse l’applicazione più concreta e immediatamente utile tra tutti i robot umanoidi presentati al CES 2026: piegare il bucato. Chiunque abbia mai fatto il bucato sa che lavare e asciugare sono operazioni ormai completamente automatizzate da lavatrici e asciugatrici moderne, ma piegare rimane task manuale tedioso e time-consuming che molti evitano lasciando vestiti ammucchiati nel cesto per giorni. CLOiD affronta esattamente questo pain point: preleva automaticamente capi dall’asciugatrice o da cesto bucato, usa sensori tattili e vision AI per identificare tipo capo (t-shirt, pantaloni, lenzuola, asciugamani), orienta il capo correttamente, lo piega seguendo tecnica appropriata per quel tipo di vestito, e lo impila ordinatamente o lo appende su grucce.
La complessità di piegare vestiti non va sottovalutata: richiede destrezza manuale fine per afferrare tessuti morbidi senza danneggiarli, vision 3D per capire orientamento capo (qual è il davanti, il dietro, come è accartocciato), coordinazione occhio-mano per manipolazioni precise, e conoscenza task-specific (come si piega una t-shirt è completamente diverso da come si piega un lenzuolo). Questo rende piegatura bucato uno dei task domestici più difficili da automatizzare roboticamente, e il fatto che LG stia mostrando demo funzionanti (anche se controllate e ripetibili) suggerisce maturazione tecnologica significativa. CLOiD va oltre il bucato integrando anche capacità di prendere oggetti dal frigo (assistenza preparazione pasti), coordinamento con altri robot LG della serie CLOi (famiglia robot professionali LG usa in hotel, ristoranti, magazzini), e integrazione con elettrodomestici LG ThinQ per orchestrazioni complesse.
LG ha posizionato CLOiD ancora come “concept avanzato” anziché prodotto near-market, senza annunciare né prezzi né date lancio. Tuttavia, a differenza di concept puramente visionari che restano prototipi laboratorio, CLOiD mostra livello rifinitura e demo funzionanti che suggeriscono potrebbero esistere piani commercializzazione 2027-2028 se testing interno risulta positivo. Il prezzo previsto sarebbe sicuramente nella fascia alta (stimato 5.000-10.000 dollari) considerando hardware complesso e software AI specializzato, posizionandolo come prodotto premium per early adopters benestanti o per integrazione in smart home di lusso.
IKEA democratizza la sicurezza smart: sotto 10 euro con Matter
Tra tutti gli annunci CES 2026, quello che potrebbe avere l’impatto più significativo sul mercato mass-market è stata la presentazione di IKEA della nuova linea di sensori di sicurezza domestica sotto i 10 euro certificati Matter, una mossa strategica che replica nel segmento sicurezza il successo ottenuto con l’illuminazione TRÅDFRI.
IKEA ha annunciato tre categorie di sensori: contact sensor magnetici per porte e finestre (rilevamento apertura/chiusura), water leak detector posizionabili sotto lavandini/lavatrici/scaldabagni (alert allagamenti), e motion sensor PIR per rilevamento movimento (automazioni luci o alert intrusioni). Tutti comunicano via protocollo Zigbee 3.0 a basso consumo energetico con l’hub gateway DIRIGERA che poi espone i dispositivi come Matter-certified a tutti gli ecosistemi smart home: Apple HomeKit, Google Home, Amazon Alexa, Samsung SmartThings, Home Assistant. Questa architettura permette a IKEA di mantenere costi bassissimi usando Zigbee hardware economico e batterie coin cell che durano 12-18 mesi, mentre l’hub DIRIGERA gestisce la traduzione protocollo verso Matter fornendo interoperabilità universale.
Le specifiche tecniche stimate sono competitive per la fascia di prezzo: contact sensor con batteria CR2032 sostituibile, range 10-30 metri attraverso muri grazie a rete mesh Zigbee auto-espandente (ogni dispositivo alimentato a rete funge da ripetitore), dimensioni compatte 4x2cm, installazione biadesivo senza viti; water leak sensor con elettrodi esposti sulla base che rilevano pochi millimetri di acqua stagnante, batterie AAA, rating IPX5 splash-resistant; motion sensor PIR con cono detection 120-140° e range 5-7 metri, batterie AAA, supporto montaggio parete o soffitto incluso. Nulla di rivoluzionario tecnologicamente, ma esattamente ciò che serve per protezione domestica base a frazione del prezzo competitor: mentre Aqara vende sensori simili a 18-25 euro e Fibaro a 35-50 euro, IKEA punta a 7.99-8.99 euro rendendo protezione completa di una casa (10-12 sensori) accessibile con budget 100-120 euro totali invece di 300-500 euro.
La strategia IKEA è chiara: volumi massivi invece che margini elevati, distribuzione capillare tramite 400+ store fisici globali dove milioni di famiglie fanno shopping weekend, e semplicità installazione plug-and-play che elimina intimidazione tecnica. Il target sono le famiglie mainstream che hanno sempre considerato la smart home “troppo costosa e complicata”, offrendo entry point con investimento iniziale 120-150 euro (hub DIRIGERA 60-70€ + sensori multipli) che fornisce protezione anti-intrusione, alert perdite acqua, e automazioni luci contestuali movimento. Una volta dentro l’ecosistema IKEA/Matter con hub installato, l’espansione verso illuminazione smart TRÅDFRI, tende motorizzate, prese smart e altri dispositivi diventa progressione naturale senza bisogno di cambiare piattaforma o imparare nuove app.
La disponibilità prevista è primavera 2026 (aprile-maggio) con lancio simultaneo store fisici italiani principali (Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli) e e-commerce ikea.it, seguendo il pattern storico IKEA di rollout europeo a ondate: prima mercati test nordici (Svezia, Norvegia, Danimarca) in febbraio-marzo, poi Europa continentale in aprile-maggio, infine globale estate 2026. IKEA tipicamente lancia bundle promozionali primo mese tipo “Starter Security Kit” che include hub + selezione sensori a prezzo scontato (esempio: hub + 4 contact sensor + 2 motion + 1 water leak a 99.99€ invece di 130€ separati) per incentivare adozione completa ecosistema fin da subito.
L’impatto sul mercato potrebbe essere dirompente: brand premium come Aqara e Fibaro dovranno giustificare premium price con differenziazione qualitativa reale (durata batteria superiore, materiali premium, certificazioni professionali, feature avanzate) oppure rispondere con linee budget dedicate per non perdere quote mercato. Alcuni potrebbero puntare su sensori specializzati che IKEA non offre (vibrazione, gas, fumo, CO2, qualità aria) mantenendo nicchie ad alto valore, mentre altri potrebbero focalizzarsi su segmento professionale installatori che richiede affidabilità garantita e supporto tecnico certificato che IKEA consumer-oriented non fornisce. In ogni caso, la pressione competitiva accelererà ulteriormente discesa prezzi sensori smart beneficiando consumatori con scelta più ampia e costi inferiori.
Serrature intelligenti: biometria, UWB e integrazione totale
Le serrature smart hanno vissuto al CES 2026 un’evoluzione significativa non tanto nelle funzionalità base (che ormai sono standardizzate: keypad, impronte, NFC, controllo app, integrazione assistenti vocali) quanto nelle tecnologie di identificazione avanzate e nell’integrazione profonda con gli ecosistemi smart home tramite Matter over Thread.
Il prodotto più discusso è stato senza dubbio Aqara Smart Lock U400, che introduce la tecnologia UWB (ultra-wideband) per garantire precisione centimetrica nel rilevamento posizione utente, risolvendo uno dei problemi più fastidiosi delle serrature con sblocco automatico: i falsi positivi. Le serrature smart tradizionali con auto-unlock basato su Bluetooth o GPS hanno precisione di diversi metri, causando due scenari frustranti: o si sbloccano prematuramente quando stai ancora camminando verso casa (rischio sicurezza), o si sbloccano quando sei già davanti alla porta ma all’interno della casa uscendo per buttare spazzatura (situazione imbarazzante in cui la porta si sblocca mentre sei dentro). L’UWB di U400 risolve entrambi i problemi misurando sia distanza che angolo di approccio con precisione di 1-2 centimetri, permettendo alla serratura di distinguere se stai avvicinandoti alla porta dall’esterno o semplicemente passandoci davanti, e da quale lato della porta ti trovi.
La precisione UWB abilita anche funzionalità di sicurezza avanzate: la serratura può identificare con certezza quando stai uscendo di casa (ti allontani dalla porta dal lato interno verso esterno) e bloccarsi automaticamente dopo pochi secondi, mentre riconosce quando stai entrando (ti avvicini dal lato strada) e si sblocca giusto al momento in cui raggiungi la maniglia. Questa intelligenza contestuale trasforma lo smart lock da gadget a volte frustrante in assistente affidabile che fa esattamente ciò che vuoi nel momento giusto. L’U400 supporta naturalmente Apple Home Key permettendo sblocco tramite iPhone e Apple Watch senza nemmeno estrarre il telefono dalla tasca, oltre a impronta digitale, keypad numerico, NFC con card/fob, app Aqara e chiave fisica di backup. La certificazione Matter over Thread garantisce compatibilità nativa con tutti gli ecosistemi e comunicazione affidabile a basso consumo. Prezzo annunciato: 270 dollari, con lancio previsto primo trimestre 2026.
Yale ha puntato invece sulla semplicità d’uso con il Linus Smart Lock L2 Lite che introduce la tecnologia KeySense: un sensore che permette di sbloccare la porta dall’interno con una semplice breve pressione di un pulsante, mentre uscendo puoi impostare blocco automatico dopo un delay personalizzabile di pochi secondi. Rientrando a casa, il lock usa geolocalizzazione smartphone per sbloccarsi automaticamente quando ti avvicini, evitando di dover cercare chiavi quando hai mani occupate da borse della spesa o bambini. Yale punta su un’interfaccia utente estremamente semplificata che anche utenti meno tech-savvy possano configurare e usare senza frustrazione.
Lockly ha invece scelto l’integrazione verticale presentando la Affirm Series Smart Lock che combina serratura, videocitofono e keypad numerico in un unico dispositivo. Il modello include videocamera 2K che permette di vedere chi suona e decidere se aprire da remoto, Wi-Fi integrato che elimina necessità di hub separato, supporto Matter per compatibilità con speaker smart e altri dispositivi Matter, keypad illuminato che supporta fino a 300 codici PIN inclusi codici temporanei o ricorrenti offline per ospiti e personale di servizio, e sblocco via NFC tramite smartphone, smartwatch o tag NFC fisici. L’approccio “tutto in uno” riduce complessità installativa (un solo dispositivo invece di campanello + serratura separati) e costi complessivi, anche se Lockly non ha ancora annunciato prezzi ufficiali per questa serie.
Desloc ha presentato il modello S150 Max che porta l’integrazione videocitofono a un livello superiore con doppia fotocamera 2K che inquadra sia visitatori che pacchi lasciati davanti alla porta, più riconoscimento AI che differenzia membri famiglia, animali domestici, corrieri con pacchi e sconosciuti, inviando alert smart categorizzati sullo smartphone in base a chi o cosa è stato rilevato. Questo tipo di intelligenza contestuale riduce drasticamente alert inutili: invece di ricevere notifica generica “movimento rilevato” ogni volta che il gatto passa davanti alla porta, ricevi solo notifiche rilevanti come “corriere ha lasciato pacco” o “persona sconosciuta suona campanello”.
Un altro approccio interessante è stato presentato da myQ (brand Chamberlain Group) con lo Secure View 3-in-1 Smart Lock che combina serratura, videocitofono 2K HDR e ingresso biometrico in un dispositivo coordinato. L’integrazione AI detection tra video e biometria rende l’accesso quotidiano più veloce e affidabile: la videocamera ti riconosce mentre ti avvicini preparando la serratura, che poi completa lo sblocco tramite impronta o riconoscimento facciale con latenza praticamente nulla.
Elettrodomestici AI: Samsung e GE ridefiniscono la cucina intelligente
Gli elettrodomestici smart hanno fatto un salto qualitativo al CES 2026 grazie all’integrazione di modelli AI generativi avanzati che trasformano frigoriferi, forni e lavatrici da elettrodomestici connessi a veri assistenti domestici intelligenti.
Samsung ha presentato il nuovo Bespoke AI Family Hub refrigerator che integra il modello Google Gemini AI più recente per offrire assistenza culinaria contestuale davvero utile. La funzione “What should I eat today?” analizza gli ingredienti presenti nel frigo tramite fotocamere interne AI-powered e suggerisce ricette realizzabili con ciò che hai già in casa, riducendo sprechi alimentari e decisioni quotidiane stressanti su cosa cucinare. Il servizio “food note” fornisce report settimanali sulle abitudini alimentari familiari, evidenziando pattern come consumo eccessivo di cibi processati o carenza di verdure fresche, aiutando a migliorare la dieta senza il fastidio di tracciamento manuale. Samsung punta esplicitamente a “liberare gli utenti dalle faccende domestiche” tramite AI che si prende carico delle decisioni ripetitive e del monitoraggio continuo che normalmente richiede attenzione mentale costante.
Il Family Hub 2026 include anche il controllo vocale Bixby per aprire e chiudere le porte del frigo hands-free, feature particolarmente utile quando torni dalla spesa con mani occupate o mentre cucini con mani sporche. La porta si apre completamente oltre 90 gradi con comando vocale “Bixby, apri frigo”, e un sensore alternativo permette tap con palmo o dorso mano per chi ha bocca piena e non può parlare. Questo tipo di attenzione ai dettagli contestuali d’uso (mani occupate, bocca piena, necessità igiene) dimostra maturità del design smart appliances che finalmente considera scenari reali cucina invece di aggiungere tecnologia fine a sé stessa.
Samsung ha anche presentato il Bespoke AI Steam robot vacuum cleaner che può rilevare anche liquidi trasparenti versati sul pavimento come acqua o vino bianco, che tradizionalmente sono invisibili ai sensori ottici standard dei robot aspirapolvere. Questa capacità di vedere l’invisibile (liquidi trasparenti su pavimenti chiari) richiede sensori specializzati e AI addestrata specificamente su questo problema, rappresentando il tipo di innovazione incrementale ma molto pratica che fa differenza nell’uso quotidiano.
GE Appliances ha risposto con il Profile Smart 4-Door French-Door Refrigerator with Kitchen Assistant, che si concentra su semplificazione task quotidiani come creazione liste della spesa. Il sistema permette di scannerizzare semplicemente il barcode di prodotti finiti o in esaurimento, aggiungendoli automaticamente alla lista spesa. Le fotocamere interne AI aiutano a tracciare inventario alimentare senza input manuale, mentre strumenti integrati supportano meal planning e generazione liste spesa acquistabili direttamente dai servizi di grocery delivery online. GE punta su riduzione “decision fatigue” (la fatica mentale di prendere centinaia di micro-decisioni quotidiane) automatizzando task ripetitivi e trasformando azioni manuali fastidiose (annotare cosa manca, controllare scadenze, pianificare pasti) in flussi automatizzati hands-free. Disponibilità prevista aprile 2026.
Gestione energetica: verso l’indipendenza dalla rete
Un’area che ha ricevuto attenzione crescente al CES 2026 è stata quella della gestione energetica domestica intelligente, con sistemi di accumulo, power station portatili e integrazione tra fonti rinnovabili e smart home.
EcoFlow ha fatto l’annuncio più significativo con l’Ecosystem Alliance, partnership con Homey (piattaforma smart home aperta) che porterà nel 2026 integrazione profonda tra hardware clean energy EcoFlow (power station DELTA 3 series, batterie OCEAN Pro, sistema backup Delta Pro Ultra X) e dispositivi smart home popolari come Google Nest e elettrodomestici Bosch. L’obiettivo è permettere agli utenti di gestire generazione, accumulo e consumo energetico domestico da un’unica piattaforma coordinata che orchestra automaticamente flussi energetici ottimizzando costi e affidabilità.
Le funzionalità annunciate includono storm prep automations che prima di tempeste previste caricano automaticamente batterie domestiche al massimo da rete elettrica o pannelli solari per garantire autonomia durante probabili blackout, charging alerts che notificano quando batterie raggiungono livelli critici o completano ricarica, time of use optimization che sposta consumi energetici verso fasce orarie più economiche o verso generazione rinnovabile disponibile, real-time monitoring di tutti i flussi energetici domestici (quanto consuma ogni elettrodomestico, quanto producono pannelli, quanto viene prelevato/immesso in rete, stato carica batterie), e customizable automations che permettono scenari complessi tipo “se prezzo elettricità supera X centesimi/kWh, alimenta casa da batterie invece che da rete”.
Questo tipo di orchestrazione energetica intelligente rappresenta il passo successivo oltre i semplici pannelli solari + batteria: un sistema che comprende prezzi energia variabili, previsioni meteo per generazione solare, pattern consumo domestico, e ottimizza automaticamente ogni decisione per minimizzare costi e maximizzare indipendenza dalla rete. L’integrazione con Google Nest permette anche coordinamento con termostati smart: se batterie domestiche sono basse e prezzo rete è alto, il sistema può temporaneamente ridurre riscaldamento/raffreddamento di 1-2 gradi per minimizzare consumo nei momenti più costosi.
Jackery ha presentato l’Explorer 1500 Ultra, power station portatile che punta su robustezza estrema con design motorsport-inspired, protezione anti-urto livello 9 (scala sismica), resistenza cadute da 1 metro, certificazione IP65 contro polvere e acqua. Con batteria LFP (litio ferro fosfato) da 1.536 Wh e output 1.800W continui (3.600W picco), può alimentare elettrodomestici pesanti come frigoriferi, microonde, attrezzi elettrici sia come backup domestico che per utilizzi off-grid. Jackery punta su affidabilità long-term: le batterie LFP hanno vita utile di 3.000-5.000 cicli vs 500-1.000 delle batterie litio tradizionali, rendendo l’investimento iniziale più alto giustificato da durata decennale.
Pulizia casa intelligente: sensori e AI per risultati perfetti
L’area pulizia domestica ha visto innovazioni interessanti che portano precisione quasi “laboratorio” nelle operazioni quotidiane di mantenimento pavimenti.
Tineco ha presentato il Floor One S9 Scientist, lavapavimenti wet/dry che introduce sistema HydroBurst ad alta pressione per rimozione macchie ostinate, sensori direzionali intelligenti che rilevano direzione movimento e regolano automaticamente potenza e quantità acqua/detergente erogata, profilo slim che permette pulizia sotto mobili bassi senza doverli spostare, e sensori iLoop in tempo reale che analizzano continuamente il livello di sporco aspirato adattando potenza per massimizzare pulizia minimizzando consumo energetico. Tineco definisce questo approccio “lab-level precision” (precisione livello laboratorio): invece di usare potenza massima costante sprecando energia e detergente, il dispositivo modula continuamente prestazioni basandosi su feedback sensori esattamente come strumenti scientifici dosano reagenti in laboratorio. Il risultato è pulizia streak-free (senza aloni) con runtime esteso fino a 40-45 minuti su singola carica vs 25-30 minuti modelli precedenti. Lancio previsto primavera 2026
Anche i robot tagliaerba sono diventati significativamente più intelligenti con Segway Navimow X4 Series che abbiamo già menzionato, ma vale sottolineare come la navigazione multi-modale combini GPS RTK (Real Time Kinematic) per precisione centimetrica, sensori ultrasonici per rilevamento ostacoli ravvicinati, giroscopio per orientamento su pendenze, e AI vision per riconoscimento oggetti pericolosi come sassi o giocattoli lasciati sul prato che potrebbero danneggiare lame. Il sistema proprietario di trazione gestisce autonomamente la distribuzione coppia tra ruote per affrontare pendenze 40° (circa 84% inclinazione) senza slittamento o perdita trazione, rendendo il Navimow X4 adatto anche a giardini collinari o terreni irregolari che tradizionalmente richiedono tagliaerba ride-on professionali.
Illuminazione ambientale: Govee porta il cielo in casa
Govee, brand che ha costruito la propria reputazione su illuminazione RGB creativa ma accessibile, ha presentato al CES 2026 una linea di prodotti che punta a sofisticazione maggiore mantenendo prezzi competitivi.
Il prodotto flagship è Govee Sky Ceiling Light, lampada da soffitto che usa pixel ad alta densità e diffusione ispirata al cielo per creare effetto lucernario naturale personalizzabile senza bisogno di installazione strutturale. Invece di LED RGB che creano effetti luminosi netti e artificiali, Sky Ceiling Light usa layer di diffusione multipli che ammorbidiscono la luce creando gradienti e transizioni cromatiche che mimano luce naturale celeste. Gli utenti possono scegliere tra preset come “alba”, “tramonto”, “cielo sereno mezzogiorno”, “cielo nuvoloso”, o creare custom scenes che cambiano automaticamente durante il giorno sincronizzandosi con orario solare reale per mantenere circadiani ritmi naturali.
Govee enfatizza “precision and softness” come principi guida della nuova linea: portare effetti creativi illuminazione in interni quotidiani con raffinatezza che li renda “livable” (vivibili) invece che appariscenti o tech-showcase. È un cambio di posizionamento significativo per brand noto principalmente per strip LED gaming e backlight TV colorati: Govee sta evolvendo verso soluzioni illuminazione ambientale che anche utenti non-gamers e interior designer possano considerare per progetti residenziali seri.
Smart home finalmente matura
Il CES 2026 ha mostrato una smart home industry finalmente matura, che ha superato la fase dell’hype tecnologico fine a sé stesso per concentrarsi su soluzioni concrete che risolvono problemi reali con usabilità accessibile anche a non-esperti. L’adozione massiva di Matter sta finalmente realizzando la promessa di interoperabilità che per anni è rimasta solo teorica, mentre i prezzi continuano a scendere con sensori IKEA sotto 10 euro e smart lock sotto 300 euro rendendo la domotica accessibile a fasce di popolazione sempre più ampie.
I robot domestici stanno evolvendo da gadget costosi e limitati a veri assistenti capaci di task complessi come salire scale o pulire piscine autonomamente, mentre elettrodomestici AI non si limitano più a connessione WiFi ma integrano intelligenza generativa che anticipa bisogni e riduce carico mentale quotidiano. La gestione energetica intelligente sta diventando componente essenziale della smart home permettendo ottimizzazione costi e indipendenza dalla rete, mentre sicurezza e accessi evolvono verso biometria sofisticata e riconoscimento spaziale preciso.
Il 2026 si profila come l’anno in cui la smart home passa definitivamente da nicchia tech-enthusiast a mainstream accessibile, con prodotti annunciati al CES che arriveranno nei prossimi mesi nei negozi fisici e online a prezzi competitivi e con promessa concreta di migliorare realmente la vita quotidiana invece di complicarla con tecnologia ostica.
